Quali sono le migliori serie tv di Fantascienza degli anni duemila? Gusti personali a parte, ci sono sicuramente alcune serie che gli appassionati del genere devono assolutamente avere visto Ecco la Top40 delle imperdibili del ventunesimo secolo!
Moltissimi appassionati di SciFi, si sono formati con le storie serie del secolo ormai passato, che hanno posto le basi per un fandom che ancora oggi vive di quelle emozioni (da Star Trek in avanti). Ma se pensiamo agli anni duemila, quali sono state le migliori Serie Tv di Fantascienza?
Ecco una base comune da cui è assolutamente indispensabile partire!
La Top35 delle migliori serie Tv di Fantascienza degli anni 2000
WONDER MAN
Wonder Man non è solo (l’ennesimo) super eroe della Marvel in azione, ma una piacevole sorpresa che si distingue per un tono intimo, comico e meta-televisivo. Incentrato su Simon Williams (Yahya Abdul-Mateen II), attore con poteri ad Hollywood. La serie, con soli 8 episodi brevi, esplora il mondo del cinema e il bisogno di equilibrio interiore, rendendo l’azione secondaria rispetto ai personaggi. E con un Ben Kingsley sempre straordinario.

THE UMBRELLA ACADEMY
Tra le migliori serie tv di fantascienza dell’ultima stagione, questa ha lasciato una serie di commenti positivi dopo che Netflix l’ha proposta al grande pubblico. La trasposizione del fumetto di Gerard Way è risultata molto convincente, sia dal punto di vista visivo, sia per quello dei personaggi, interpretati da nomi anche piuttosto conosciuti ormai in ambito televisivo (Tom Hopper e Robert Sheehan) e cinematografico (Ellen Page). A piacere è anche il tono della serie, che riesce a far convivere momenti molto drammatici a un’ironia quasi grottesca di fondo.

FLASH FORWARD
Quando venne proiettato il primo episodio della serie, si ebbe subito l’impressione di essere davanti a un futuro cult fantascientifico. Forte l’incipit della trama, con tutti gli abitanti della terra che perdevano i sensi nello stesso momento per 2 minuti e 17 secondi, in cui ognuno si trovò proiettato con la mente vivendo quel lasso di tempo della sua vita circa sei mesi nel futuro. Oltre al fatto che a tutt’ora risulta uno degli episodi più costosi in assoluto per il mondo delle serie tv. E proprio un budget così alto, probabilmente, ha contribuito a far chiudere la serie dopo solo una stagione, lasciando peraltro il finale monco. Un vero peccato, perchè da quanto si è potuto vedere, c’era tanto di buono da portare avanti e il quarto episodio rimane uno dei più belli che abbia mai visto.

INVASION
Destino simile, motivi diversi. Anche Invasion si chiude dopo la prima stagione (almeno con un finale anche se aperto). In questo caso, ha giocato forse il pessimo “timing” della messa in onda: parlare di un uragano che si abbatte sul sud degli Stati Uniti proprio quando è appena passato “Katrina” non è stato molto apprezzato dal pubblico americano. Peccato, perchè invece la serie ebbe un notevole successo in giro per il mondo (compresa l’Italia con ottimi share), e ha molte qualità da proporci. La trama è ben strutturata, affrontando l’invasione aliena in maniera molto dettagliata sul filone di “L’invasione degli Ultracorpi” del cinema. Personaggi ben delineati, tanta empatia e buona regia. Nonostante tutto, è una stagione secca da vedere.

HEROES
La serie è diventata nel tempo un vero e proprio “cult” del genere, portando sul piccolo schermo (per la prima volta) un nuovo modo di raccontare i “super-eroi”: esseri comuni che devono all’improvviso avere a che fare con poteri più grandi di loro. Come reagiscono a questo, come interagiscono tra di loro e con il resto del mondo, la scelta su come utilizzarli, i conflitti tra il bene e il male, come gestire gli affetti e le emozioni quando hai poteri di quel genere e come reagiscono verso di loro quelli che questi poteri non li hanno. A tutto questo rispondono le quattro stagioni di questo “classico” del genere, con personaggi che sono in qualche modo diventati anche iconici.

DUNE: PROPHECY
Dune: Prophecy (HBO/Sky) è un prequel affascinante ma dal ritmo lento, focalizzato sulle intrighi politici e le origini della sorellanza Bene Gesserit. Sebbene la produzione sia di alto livello, con ottime interpretazioni di Emily Watson e Olivia Williams, la serie soffre il paragone con i film di Villeneuve, risultando talvolta confusa, verbosa e meno immersiva. Ciò nonostante, per gli appassionati dell’universo di Herbert, offre diversi spunti che non si possono perdere.

TAKEN
Miniserie televisiva prodotta e creata niente meno che da Steven Spielberg, premiata anche con l’Emmy Award per il genere. La storia è evidentemente incentrata sugli alieni e il loro rapporto con il genere umano al tempo delle “Abduction”, e ci racconta le vicende di alcune famiglie che hanno avuto esperienze del terzo (e del quarto) tipo, in un periodo che va da durante la seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri. Il motivo di queste ingerenze aliene è chiaro: mettere al mondo un “ibrido” delle due specie che possa essere la chiave del futuro di entrambe.

THE LEFTLOVERS
“Svaniti nel nulla” è il sottotitolo di questa serie, che racconta proprio come ad un certo punto in un giorno di ottobre, il 2% della popolazione mondiale svanisce nel nulla senza lasciare traccia, se non il dolore di chi è rimasto senza i suoi cari senza spiegazione alcuna. In bilico tra fantascienza e misticismo, le tre stagioni di questa serie creata da Tom Perrotta (proprio dal suo libro omonimo è tratta), ci fanno conoscere nel dettaglio tutti i personaggi principali della storia, più ancora che spiegarci i motivi per cui sono successe le cose. E’ proprio dalle loro dinamiche e dalle loro emozioni, che pian piano veniamo calati in questa realtà molto particolare. Certamente una serie molto “Intima”, con molti momenti di introspezione e non moltissima action. Ma è proprio il suo bello.

THE PLOT AGAINST AMERICA
Un’ucronìa che ci riporta all’inizio della seconda guerra mondiale, quando in America l’ascesa di Charles Lindbergh non conosce questa volta ostacoli portandolo a essere il nuovo Presidente e trasformando così il paese in un possibile alleato per i nazisti d’Europa. Nasce così una nuova società fortemente razzista e antisemita che porterà in breve a una situazione insostenibile. Una rappresentazione lontana nel tempo ma tristemente vicina nell’immaginario e nelle sue dinamiche purtroppo mai reali come nel nostro presente.

WESTWORLD
Un grande successo cinematografico a cui ispirarsi. Un cast stellare. Un budget elevato. Le basi per qualcosa di stupendo c’erano tutte, ma forse Westworld è riuscito ad andare anche oltre. E’ stato originale. Nella struttura (la prima serie è un capolavoro assoluto, con un “twist” creato ad arte come raramente se ne vedono), e nei temi trattati, che mettono sul piatto delle domande non solo la consapevolezza dei robot nel diventare coscienti, ma anche nel chiedersi come possiamo noi stessi umani, essere sicuri di non essere qualcosa di simile. C’è tutto questo e molto di più in Westworld, che però proprio con la sua terza stagione ha fatto un grande passo indietro in termini di complessità e profondità, dando una svolta “action” che ha lasciato più di qualche perplessità ai fan. Ora vive nel limbo tra l’abbandono e la possibilità che qualcuno ne riprenda le gesta, ma comunque vada, ha lasciato alcune stagioni imperdibili.

EXTRAPOLATIONS
Tra le ultime arrivate, si propone un obiettivo estremamente alto: diventare una sorta di “Black Mirror” in ambito cambiamento climatico. E per farlo ha utilizzato tutti i mezzi disponibili, compreso un cast pazzesco che si cimenta via via nelle otto puntate di questa prima stagione. Si potrebbe definire “antologica”, ma in verità la serie è cronologica, nel senso che se è vero che ogni puntata racconta una storia a sè, tutto si svolge in ordine temporale e ci consegna almeno 30 anni di storia del nostro pianeta in cui tutto viene stravolto dal clima e dagli uomini (e alcuni dei personaggi vengono poi riproposti in qualche modo, crescendo insieme alla storia). Da Meryl Streep a Siena Miller, da Kit Harington a Edward Norton passando per Diana Lane. L’elenco sarebbe infinito.

DOCTOR WHO – Nuova Serie
Semplicemente la serie più longeva della storia della televisione: la prima serie iniziò nel lontano 1963, per poi chiudere il primo ciclo nel 1989 con il “settimo” dottore in scena. Ma un fandom di questa portata, non poteva restare senza il suo amato protagonista a lungo, ed ecco così che nel 2005, riparte con questa nuova Serie, ancora in corso, che ha portato sul piccolo schermo altri nuovi “Dottori” rinnovando il suo volto di stagione in stagione (da Christopher Eccleston con cui ha ripreso vita la serie, fino a Jodie Whittaker, che per la prima volta interpreta una rigenerazione al femminile). Una serie cult che deve essere in classifica, probabilmente in qualunque posizione possibile.

THE OA
Sorpresa delle sorprese. A regalarci questa piccola perla che unisce la fantascienza al mistero e a un pizzico di misticismo (anche qualcosa in più), è soprattutto una pazzesca Brit Marling, che non solo ne interpreta magistralmente la protagonista, ma ne è anche sceneggiatrice e produttrice. Passata quasi sotto traccia su Netflix, ha pian piano coinvolto e convinto sempre più pubblico, sull’onda del passaparola. Perchè diciamo subito che non è una di quelle serie “Facili” da vedere. C’è tanta originalità, tanti momenti di approfondimento con ritmo basso, tanti argomenti difficili da trattare. Eppure il quadro generale è coinvolgente, emozionante. Se si ha la pazienza di entrare in empatia con i personaggi, ecco che tutto diventa quasi magico.

STRANGER THINGS
Un po’ horror, un po’ fantascienza. Quello che è certo è che questa serie ci ha fatto ripiombare in pieno nei meravigliosi anni ottanta. Non solo per l’ambientazione con tanti riferimenti espliciti, ma anche per un’atmosfera e un modo di raccontare la storia, tipici del buon cinema di quei tempi. Il tutto però con lo stile dei tempi moderni, e un gruppo di piccoli attori che hanno dato prova di grande bravura. E come già accadde proprio negli anni ottanta, molti di questi piccoli volti probabile li vedremo crescere sul piccolo e sul grande schermo, a cominciare da Millie Bobby Brown, non a caso diventata subito la più giovane attrice ad ottenere la candidatura come miglior attrice non protagonista agli Emmy Awards (e ora già passata al cinema “grande” con Godzilla). Da non perdere non solo per i nostalgici, ma anche per una storia sempre molto coinvolgente.

L’ETERNAUTA
Adattamento dell’omonimo fumetto cult argentino, questa serie creata da Bruno Stagnaro lamenta sicuramente diversi difetti, ma rende anche onore alla storia e, soprattutto nella prima parte, mette in scena anche una certa tensione e una escalation di situazioni e intrecci molto avvincenti. Il ritmo tradisce la produzione argentina, ma resta un’opera di grande rilievo per il periodo. In attesa di vedere come (e quando) proseguirà.

TALES FROM THE LOOP
Ispirata alle bellissime immagini illustrate da Simon Stålenhag, la serie ci porta nella vita di una piccola cittadina di campagna dell’Ohio, dove però è stato costruito un grande laboratorio e un acceleratore di particelle che in pratica è il centro del lavoro e della vita del paese. Il “Loop” appunto, che riempie tutte le vicende quotidiane degli abitanti e che arriverà a stravolgerne le esistenze con piccoli e grandi misteri che modificheranno la realtà e lo scorrere stesso del tempo. Tra paradossi e misteriosi eventi, tutto si svolge con un profondo senso di lentezza che serve però a calarsi in pieno nelle magiche atmosfere e in storie forse non particolarmente originali (un po’ alla “Ai confini della realtà”) ma narrate con uno stile e un ambientazione davvero unica.

THE EXPANSE
Era da tempo che non si vedeva finalmente una “Space Opera” di alto livello (da quel “Battlestar Galactica” che vedremo più avanti…). Ci è voluta una saga letteraria di grande successo, come quella creata daJames S. A. Corey che si prestava particolarmente bene alla rappresentazione sul piccolo schermo. Non senza grandi sforzi di produzione però, che anche in questa occasione hanno portato a tribolazioni non indifferenti. Cancellata dopo le prime tre stagioni infatti, proposte su SyFy, è stato necessario l’intervento e l’acquisizione dei diritti da parte di Netflix, per assicurare la continuazione della serie (su PrimeVideo). Buon per chi si era ormai appassionato alle vicende che coinvolgono Terra, Marte e le varie Colonie del sistema solare, sempre più invischiate in una guerra globale e in misteri da svelare.

WATCHMEN
Riprendere in mano uno dei fumetti più amati, peraltro dopo che già il precedente lungometraggio dedicato era diventato una sorta di piccolo “cult” del genere. Non era impresa facile. Eppure il risultato è qualcosa di altamente spettacolare. Gli appassionati di “Watchmen” hanno visto subito il potenziale di questa serie tv incredibile, mentre forse per chi non aveva ben chiare tutte le dinamiche di questo universo, ha dovuto faticare nella prima parte della stagione per entrare bene dentro la storia. Di certo però, tutti hanno potuto godere di un finale stupendo e orchestrato alla meraviglia. Una escalation continua dalla prima all’ultima puntata, che non può che entrare di diritto nella classifica delle Migliori serie tv del nuovo millennio.

FALLOUT
E che non si dica che Fallout è solo un simpatico videogioco! Questa trasposizione televisiva che segue fondamentalmente le storie di tre personaggi principali: Lucy, la ragazza (Ella Purnell) che ha sempre vissuto al sicuro dentro il silo; Maximum (Aaron Moten) che milita nelle file della Confraternita dell’Acciaio e il Ghoul (Walton Goggins) che invece si è visto trasformare il suo corpo dagli anni di radiazioni esterne. Gli intrecci porteranno queste tre storie a unirsi in diversi punti di svolta, svelando pian piano parti del mondo che è stato, che è e che sarà. Divertente in alcuni spezzoni, decisamente più drammatico in altri, mantiene un equilibrio interessante da sviluppare in maniera ancora più decisa nella prossime stagioni, quando ormai tutti i personaggi sono in scena secondo le loro massime potenzialità.

THE MANDALORIAN
L’attesa era enorme e infatti il pubblico italiano ha dovuto aspettare più di ogni altro per riuscire a vedere questa serie sul nuovo canale di Disney (salvo poi che la maggior parte l’avevano già vista da altre parti anche prima). La chiusura della nuova trilogia aveva in qualche modo diviso il pubblico e non erano poi molte le speranze per vedere un prodotto di qualità. E invece “The Mandalorian” è riuscito proprio là dove molti avevano fallito. La serie infatti vola via che è un piacere e il personaggio del mandaloriano è stato quasi offuscato dalla prorompente invasione della scena di un “Baby Yoda” divenuto ormai icona a prescindere. E con la seconda stagione tutto questo è diventato ancora più emozionante, con l’arrivo di nuovi (e vecchi) personaggi che hanno entusiasmato i fan. Lo spirito di Star Wars, forse, è salvo. La terza stagione ha forse sollevato alcuni dubbi, ma alcuni particolari restano di grande spessore.

THE BOYS
Difficile trovare e pensare a qualcosa di nuovo nel mondo dei Super-Eroi. Eppure “The Boys” ha lasciato tutti spiazzati e a bocca aperta. La trasposizione del fumetto ideato da Garth Ennis e disegnato da Darick Robertson, è una vera e propria bomba che esplode dirompente come l’inizio della prima stagione. Cinico e crudo. Ma anche quasi grottesco in alcuni momenti. Riesce a strapparti quel sorriso, quella lacrima, quello sbigottimento. Tutto insieme. Spiazzante oserei dire. Ma anche dannatamente ben fatto. Una di quelle serie imperdibili che, non a caso, ha messo quasi tutti d’accordo. Anche i non prettamente amanti del genere. Stagione dopo stagione non solo non ha perso il suo smalto, ma ha concretizzato quello che forse è il villain più interessante di tutti: Patriota. Ora strettamente intreccia con le vicende di “Gen V“, passato da una sorta di “spin-off” a entrare e sviluppare direttamente la storia principale.

FOR ALL MANKIND
Forse una delle migliori “ucronìe” viste sul piccolo schermo in questi anni. Lo spunto di partenza questa volta è il primo sbarco dell’uomo sulla luna, che in questa realtà alternativa però è stato appannaggio dei sovietici. Da lì in poi la corsa alla conquista del nostro satellite ha di fatto cambiato radicalmente il corso della storia ed è incredibile vedere come tutti questi sviluppi sono inseriti in un contesto assolutamente credibile che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti, gli astronauti che abiteranno le prime basi lunari. Ma non è solo l’epopea del viaggio spaziale a essere al centro della narrazione, perchè questa serie è anche un tipico “drama” fatto di rapporti umani, storie d’amore e di sacrificio, crescita personale e tutto il range di difficoltà è gioie possibili. Capace di rinnovarsi stagione dopo stagione, mostrandoci ormai diversi decenni di questa particolare realtà alternativa.

THE MAN IN THE HIGH CASTLE
Altra trasposizione di un grande classico della lettura di fantascienza, quel “La Svastica sul Sole” di un mostro sacro come Philip K. Dick. Quattro stagioni complessive, per una storia ucronica che vede appunto il mondo (uno di quelli possibili) con i nazisti che hanno vinto la seconda guerra mondiale, e si sono spartiti con il Giappone ciò che restava degli Stati Uniti (oltre che del resto del mondo). Certo sostanziali differenze nel racconto rispetto al libro di Dick, ma la serie è molto interessante non solo per gli sviluppi originali che ne derivano, ma anche per tematiche purtroppo sempre molto attuali riguardo alla libertà e ai regimi.

FRINGE
Ennesima idea vincente di J.J.Abrams, riproporre le tematiche di successo di un “X-files” moderno e dargli un ulteriore spessore di sceneggiatura più orizzontale. Ed ha funzionato, perchè tra alti e bassi (alcune stagioni meglio di altre sicuramente), Fringe è una delle serie più apprezzate del genere. Dentro c’è davvero di tutto, da esseri mutaforma a possibili alieni, da tecnologie del futuro fino a universi paralleli. Proprio da queste dimensioni parallele, si dipanerà gran parte del filone del storia stessa. Il successo è stato tale, che le “comparsate” all’interno non si contano, e vantano nomi eccellenti del mondo della fantascienza, come l’indimenticabile Leonard Nimoy.

WANDAVISION
Per chi pensasse mai che le serie dei super-eroi sono tutte uguali, ecco che la Marvel questa volta ha scompigliato tutte le carte in tavola. Wandavision racconta la storia di Wanda Maximoff e Visione ed è collocata temporalmente proprio dopo gli eventi narrati in Avengers The Endgame. Lo fa però partendo da uno spunto totalmente nuovo, che quasi spiazza lo spettatore che si trova di fronte a una vera e propria “sit-com” americana nel corso delle prime puntate. Poi naturalmente la cosa si fa più serie e intrigante, ma resta il fatto che l’originalità con cui è stata messa in scena questa storia ne fa un qualcosa da non perdere per tutti gli appassionati e colloca l’asticella ancora più in alto (tanto che in effetti altri personaggi seriali del filone nati dopo questo, ne hanno subito le aspettative troppo elevate ormai).

IL PROBLEMA DEI TRE CORPI
Troppo imponente il confronto con la trilogia di Cixin Liu che ha fatto scalpore in tutto il mondo. Una storia incredibilmente complessa e maestosa che certo non era facile trasporre sul piccolo schermo. Ci sono in effetti diverse concessioni, sia tra i personaggi sia nella trama, che hanno fatto storcere il naso a molti puristi (dando anche uno scossone alla sospensione di incredulità in alcuni casi). Eppure visivamente è maestoso e le implicazioni della trama rendono avvincente e frenetica l’attesa per sapere cosa succedere ora che, loro, stanno realmente arrivando.

DEVS
Devs (2020) è una miniserie sci-fi filosofica e autoconclusiva di 8 episodi, scritta e diretta da Alex Garland, acclamata per il suo stile visivo ipnotico e la riflessione profonda sul determinismo contro il libero arbitrio. Con un ritmo lento ma suggestivo, affronta temi complessi legati alla tecnologia e alla fisica quantistica in un contesto thriller aziendale. O la ami o la odi, non ha avuto grande distribuzione forse proprio per la sua difficile collocazione. Io ovviamente, l’ho amata.

FONDAZIONE
Arriva sul piccolo schermo con una schiera di fan di Asimov inviperiti per il casting, la poca fedeltà ai romanzi e il senso di tradimento per l’idea originale. Ma se la vediamo come una serie a sè stante, Fondazione è davvero una delle opere più interessanti degli ultimi anni. Con alcuni personaggi che forse addirittura sovrastano gli originali di partenza, offrendo una lettura completamente nuova, di certo più moderna, della storia dell’Impero e della Fondazione.

DARK
La prima stagione aveva colpito tutti, per ambientazione e stile. Nonchè per una cerca difficoltà nel seguire al meglio tutti i vari salti temporali e una “genealogia” familiare abbastanza contorta. Al netto che è servita una tabella riassuntiva per tracciare tutto, la seconda stagione ha consacrato “Dark” come una delle migliori del suo genere, dando ai paradossi temporali un significato del tutto nuovo. La serie conferma anche la buona vena tedesca per questo genere di tematiche, nonchè una bravura notevole nell’intreccio della trama. Serie forse non consigliata a tutti (il ritmo e la necessità di una certa attenzione potrebbero essere troppo per alcuni), ma quando entrerete nelle dinamiche, è un mezzo capolavoro. L’ultima stagione poi è la sublimazione della complessa struttura di questa serie, che ha saputo in qualche modo dare un nuovo senso all’argomento e ai paradossi dei viaggi nel tempo.

SILO
La trasposizione della famosa trilogia letteraria di Hugh Howey, poteva essere molto rischiosa vista la location particolarmente claustrofobica e disturbante di un Silo con migliaia di persone per centinaia di piani. E invece il risultato è stato ottimo e gli intrecci di trama quasi da poliziesco, molto avvincenti. Merito di una protagonista che forse non è proprio identica a quella del libro, ma che Rebecca Ferguson rende credibile e con fortissimo legame empatico. L’esame vero sarà quello della seconda stagione, quando la storia si fa ancora più interessante.

SCISSIONE
Sorpresa delle sorprese, questa serie diretta da Ben Stiller non si proponeva certo come una delle uscite più originali e interessanti di questi ultimi anni. E invece. In bilico sul confine tra drammatico e grottesco, si propone di mostrare la storia di un mondo dove gli esseri umani possono decidere di “scindere” totalmente il loro cervello e la loro personalità tra le ore di lavoro e quelle della vita normale. Dando così vita a due distinte realtà, ognuna ignara dell’altra. Non del tutto, come vedremo. Sceneggiatura praticamente perfetta e prove attoriali degne di nota. Un mix che ha funzionato benissimo.

PARADISE
Paradise (Disney+, 2025) è un thriller catastrofico intrigante firmato da Dan Fogelman (This is Us… e si vede!), che mescola mistero politico e introspezione psicologica. Con Sterling K. Brown e James Marsden. Sinceramente la prima stagione mi era piaciuta, ma non troppo. La seconda invece è davvero pazzesca, con ogni puntata che sembra un piccolo film perfetto a sè stante. Regia di grandissimo livello, personaggi ben curati e qualche perla emozionante. Da vedere.

THE LAST OF US
L’arrivo sul piccolo schermo della serie televisiva tratta dal noto videogioco, è stata letteralmente una “bomba”. Fin dalla prima puntata la sensazione che Craig Mazin e Neil Druckmann avessero fatto centro è stata forte. La storia segue fedelmente le vicende del gioco, ma c’è spazio anche per alcuni approfondimenti che danno ulteriore spinta emotiva a molti personaggi (vedi un episodio “3” che è una vera e propria perla di narrazione ed emozioni). Poi i mostri ovviamente, ma è soprattutto storia di sentimenti e di persone quella messa in scena, con un ottimo Pedro Pascal (diventato in breve icona fantascientifica visto il suo ruolo anche in The Mandalorian) e Bella Ramsey, che nonostante alcune critiche iniziali (la sua scarsa somiglianza con la protagonista, Ellie) è perfettamente calata nel ruolo. Insomma un mezzo capolavoro nella prima stagione, solo parzialmente replicato nella seconda.

THE HANDMAID’S TALE
Tra le serie più recenti, è forse quella più drammatica in circolazione. Tratta dal noto “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood, il tema affrontato infatti è quello di una distopia particolarmente terribile, dove le poche donne rimaste fertili sono vittima di una dittatura teocratica che le utilizza come semplici involucri di riproduzione per le famiglie più importanti. Temi forti, fin troppo attuali purtroppo, e raccontati in maniera anche decisamente cruda e cruenta in molti momenti. Alcune scene sono terribili, come un pugno nello stomaco. E una regia curata che fa sfoggio di continui primissimi piani, ci fa vivere il tutto in prima persona, portandoci fin dentro il profondo orrore delle protagoniste (a cominciare da una splendida Elisabeth Moss, a cui è andato anche uno dei tanti Emmy Award assegnati alla serie).

THE PENGUIN
Il “Pinguino” interpretato da Collin Farrell, si affaccia subito in top ten come una delle serie più azzeccate gli ultimi anni. E non è solo per quel suo personaggio comunque molto ben riuscito (ed espressivo, malgrado il trucco irriconoscibile), ma soprattutto per la completezza di tutti gli altri suoi elementi, ivi compresa una fantastica Sofia Falcone (poi Gigante, di nome e di fatto) interpretata da un’altrettanto strepitosa Cristin Milioti, che ci regala una quarta puntata tra le più belle mai messe in scena.
I puristi del genere potrebbero dire che in realtà si tratta a tutti gli effetti di un “Drama” malavitoso stile classico, non fosse per l’ambientazione a Gotham e appunto i personaggi del mondo di Batman. Ma se il contesto è chiaro e non può esimersi dall’essere pienamente inerente, lo spessore dell’opera rende qualsiasi dettaglio sulle definizioni di genere, totalmente inutile. Guardatelo e godete.

PLURIBUS
Va il suo esordio direttamente ai piani alti la nuova serie di quel geniaccio di Vince Gilligan (Breaking Bad, Better Call Saul…). E non poteva essere altrimenti visto che mette in scena qualcosa di davvero pazzesco sul filo del drama e dell’ironia (come suo stile). Una serie in cui è difficile non immedesimarsi, ma che lascia aperte anche parecchie riflessioni sul nostro stile di vita e sul futuro del genere umano.

BLACK MIRROR
Quando venne alla luce nel 2011, forse non in molti immaginarono quando Black Mirror avrebbe influenzato il modo stesso di riproporre i temi sulle nuove tecnologie nel piccolo schermo. Le prime due stagioni sono state letteralmente rivoluzionarie in questo senso, affrontando certi temi in un modo completamente nuovo e profondo. Persino la sua struttura Antologica (ogni puntata è autoconclusiva e tratta un tema diverso con attori diversi) è diventata un punto di riferimento. Il passaggio su Netflix forse ne ha scalfito lo spessore, ma la qualità è rimasta comunque altissima e più passano gli anni, più ci si accorge del valore assoluto della serie.

ANDOR
Quando parliamo di una delle infinite produzioni dell’universo di Guerre Stellari, c’è sempre da fare molta attenzione. Questa volta però possiamo dire senza alcun dubbio, che abbiamo assistito a qualcosa di davvero speciale e originale. Andor infatti si stacca completamente dallo stile delle solite opere del filone. Altri ritmi (per alcuni anche troppo lenti) e altro intento: far vedere come nasce davvero il senso di ribellione tra le popolazioni e soprattutto conoscere meglio le dinamiche interne all’Impero nel momento della sua ascesa. Missione riuscita. Per alcuni la serie meno “Star Wars” di tutte, per noi forse quella che rappresenta meglio il nocciolo della rivolta (attuale, purtroppo, come non mai).

BATTLESTAR GALACTICA
Ai vertici della nostra classifica, una delle serie che ha raccolto maggiormente il consenso della critica e del pubblico. Che sia la Space Opera meglio riuscita degli anni duemila, non ci sono dubbi. Ma anche a livello assoluto, il ritorno in scena di Battlestar Galactica ha sorpreso tutti. Le differenze rispetto all’originale degli anni settanta sono molteplici, a cominciare dalla ridefinizione anche di alcuni protagonisti principali (Apollo in primis), ma è soprattutto la messa in scena a dare un tocco speciale. Lo spettatore infatti si trova questa volta coinvolto in uno stile di ripresa quasi “documentaristico”, che unito alla dinamicità del montaggio rendono tutto ancora più realistico. Il modo però non è l’unica qualità della serie, perchè anche la storia e ancora di più la definizione dei personaggi, ne fanno una delle migliori del nuovo secolo.

LOST
Se BattleStar Galactica non è in primissima posizione, c’è un unico motivo. Secondo noi c’è una serie che più di ogni altra, rappresenta la svolta degli anni duemila. Una serie che ha letteralmente cambiato i paradigmi delle serie televisive, dando il via a una vera e propria età dell’oro a riguardo. Parliamo di Lost. A quei tempi i social quasi non c’erano, ma nonostante questo è stato forse il primo a raggiungere apici di coinvolgimento globale del genere. Chi ha vissuto in quegli anni, non poteva fare a meno di essere partecipe alla storia. E identificarsi con uno dei personaggi che hanno fatto compagnia a un’intera generazione. Proprio per un empatia così alta nei confronti dei protagonisti e della storia (peraltro complicata e con continue divagazioni che ne hanno ampliato i confini), non molti sono rimasti soddisfatti del finale. Ma a prescindere, è una serie che ha fatto storia e probabilmente, tra le migliori serie tv di fantascienza di sempre per impatto.

Che dici, sei d’accordo con la maggior parte di questi titoli? Quali altri avresti messo nel listone? Intanto vai a dare un occhio anche alla pagina principale delle Serie Tv di Fantascienza, dove potrai trovare un sacco di altre informazioni utili, listoni, elenco completo delle serie e nuove uscite in arrivo!